Pianta Del Vetiver

Vetiver

Origini della pianta del Vetiver

La pianta di Vetiver Zizanioides  è un’erba perenne della famiglia delle Poaceae, originaria dell’India e popolarmente nota come khus. Il Vetiver Zizanioides può crescere fino a 1,5 metri di altezza formando un grande cespuglio. Formato da steli sottili e piuttosto rigido con fiori di colore bruno – viola . Diversamente dalla maggior parte delle erbe, le radici del Vetiver Zizanioides crescono verso il basso fino a oltre 5m di profondità. Le piante di Vetiver Zizanioides sono ampiamente coltivate da decenni nelle regioni tropicali del mondo per la produzione di profumo, per le biomasse e recentemente anche per la salvaguardia dei terreni contro l’erosione e la decontaminazione. I principali produttori mondiali includono Haiti, India, Giava e Réunion. I genotipi commerciali più comunemente usati di Vetiver Zizanioides sono sterili non producono semi e non sono infestanti.

Le differenti specie

Sono tre le specie differenti di piante di Vetiver disponibili in questo momento sul mercato ed indicate per la protezione ambientale. Vetiveria zizanioides L riclassificata come Chrysopogon zizanioides L e due specie di questa pianta nate originalmente nel sub-continente indiano conosciute come: Chrysopogon zizanioides e Chrysopogon lawsonii.

Il Chrysopogon zizanioides è a sua volta diviso in varietà differenti. Normalmente le varietà indiane sono quelle che offrono apparati radicali profondi e più resistenti, tendono però alla poliploidia, mostrando livelli di sterilità elevati e proprio per questo la pianta non è da considerarsi come invasiva. Le varietà di piante di Vetiver diffuse nel bacino dei fiumi tra il Gange e l’Indo sono invece selvatiche ed il loro apparato radicale è sviluppato in modo minore.  Questa tipologia di Vetiver nate nell’India del Nord vengono sconsigliate come applicazione del Sistema Vetiver.

La Chrysopogon nemoralis invece è diffusa ampiamente in Thailandia, Vietnam e Laos, così come in Myanmar e in Cambogia. Si tratta in questo caso di una pianta che non è sterile. Le differenze maggiori tra le piante C. nemoralis e C. zizanioides fanno notare un’altezza più rilevante di quest’ultima specie, così come degli steli più rigidi e di spessore maggiore. Il C. zizanioides inoltre mostra delle radici più grandi e di conseguenza queste possono raggiungere belle profondità maggiori. Le foglie sono più ampie e caratterizzate da una striatura più chiara nella parte centrale della foglia.

La Chrysopogon nigritana è nativa dell’Africa meridionale ed occidentale ed è utilizzata praticamente solo nel subcontinente. I suoi semi non sono sterili e l’utilizzo di questa pianta dovrebbe essere effettuato solamente all’interno delle sue zone di origine.

Le differenti varietà di piante di Vetiver che vedono la loro nascita nell’India meridionale sono considerate poco aggressive, visto che questa tipologia di piante non produce rizomi né tantomeno stoloni e di conseguenza per propagarle è necessaria una divisione a livello vegetativo della corona.

Il Sistema Vetiver si basa completamente sulla pianta di Vetiver Zizanioides, (Vetiveria Zizanioides, L. Nash, conosciuta attualmente come Chrysopogon zizanioides, L. Roberty). Il suo utilizzo ha inizio negli anni ’80 per merito della Banca Mondiale, con l’idea di gestire al meglio le risorse del territorio indiano. Con il tempo e le varie ricerche portate a termine si è arrivati a comprendere che questa tecnica può essere considerata ottimale per stabilizzare pendii scoscesi e franosi, per smaltire acque reflue e come rimedio alla contaminazione di acque e terreni, tra le molte applicazioni possibili.

Caratteristiche della pianta di Vetiver Zizanioides

La pianta di Vetiver Zizanioides ha la caratteristica di avere un grande apparato radicale finemente strutturato e con una crescita rapida. In alcuni casi raggiunge delle profondità vicino ai 4m dopo un solo anno dall’installazione delle piante. Questo permette alle piante di essere molto resistenti in caso di siccità e le stesse sono difficilmente estirpabili nel caso di flussi d’acqua massivi, infatti i getti restano eretti e rigidi in posizione verticale anche nel caso di flussi d’acqua di grandi dimensioni. E’ resistente a insetti, incendi e malattie.

La nuova parte vegetativa nasce dalla corona, (la parte legnosa presente a livello sotterraneo). Questa restando esterna alla portata degli elementi fa si che la pianta sia in grado di resistere ad incendi, gelate, al possibile pascolo di animale ed al calpestio.

Le radici vengono generate in modo semplice dai nodi. Nel caso che i sedimenti ricoprano parzialmente o in modo completo le piante, queste saranno in grado di spuntare nuovamente dal terreno in modo rapido.

La pianta ha una grande tolleranza alle temperature estreme ed alle variazioni climatiche dovute a siccità, inondazioni e sommersioni. Può resistere a climi da -15°C fino a +55°C.

Si rigenera in modo rapido anche dopo aver subito shock dovuti a siccità, gelo ed eccessiva salinità.

Può resistere a terreni con pH molto variabile, da 3,3 fino a 12,5.

Resistente alla presenza di pesticidi ed erbicidi.

Ottima efficienza a livello di incorporazione dei nutrienti disciolti nell’acqua, sostanze quali N e P, così come metalli pesanti che è possibile riscontrare nelle acque inquinate.

Ottima tolleranza in substrati alcalini, acidi, salini, sodici ed anche ricchi di magnesio.

Ottima tolleranza a metalli pesanti come As, Cd, Cr, Ni, Pb, Hg, Se e Zn ed ha sostanze come Al e Mn.

Nonostante tutti questi vantaggi appena riportati, il metodo Vetiver, essendo basato su piante tropicali, soffre in climi ombreggiati, infatti la presenza di poco sole ridurrà abbondantemente la crescita delle piante e se l’ombreggiatura continuerà per periodi prolungati potrebbe causare la morte delle piante. Il Vetiver cresce nel modo migliore in spazi ampi e privi di erbe infestanti, di conseguenza nella prima fase di crescita si deve tenere sotto controllo la presenza di erbacce.

I vantaggi di questa coltivazione fanno sì che i terreni instabili e soggetti ad erosione vedano ridursi queste problematiche, con particolare riferimento alle zone con pendii scoscesi. In secondo luogo questo tipo di coltivazione favorirà la crescita e colonizzazione delle essenze autoctone, oltre alla possibile introduzione di differenti specie da semina. Infatti il miglioramento del microclima e la capacità di conservare umidità e nutrienti rendono tutto questo possibile. Si tratta quindi di una coltivazione ideale anche in terreni considerati compromessi in modo grave.

Nonostante si tratti di una coltivazione prettamente tropicale, il Vetiver è in grado di adattarsi, ambientandosi anche situazioni con climi freddi. Infatti la parte superficiale della pianta in caso di gelate fermerà la sua crescita. In questo caso la parte superficiale sarà di color violaceo e resterà in fase di dormienza. Nello stesso tempo la parte sottoterra continuerà la sua vita normale.